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Il titolo di questo primo intervento è un omaggio all’omonimo libro della scrittrice e compositrice statunitense Tara Rodgers, la quale utilizza il fenomeno dell’onda sonora come metafora del tormentato rapporto tra la donna e il mondo della musica elettronica (e non solo), ancora oggi declinato al maschile.

Un vero e proprio paradigma in cui si incontrano il rosa, come simbolo di femminilità della cultura occidentale e il rumore, inteso come luogo di disturbo e potenziale riproduttivo. Secondo la teoria scientifica, il rumore rosa è variazione del rumore bianco, o, meglio, un suono non strutturato che contiene ogni frequenza udibile. Parafrasando le parole della Rodgers, i rumori rosa, dunque non sono altro che interventi sonori che destabilizzano i discorsi di genere dominanti, e lavorano per la redistribuzione di una uguale potenza nell'arena culturale.

Partendo da questo assunto, la domanda sorge spontanea: cos’è dunque l’interferenza di genere? Altro non è che la normalizzazione del dominio maschile nella storia della musica elettronica, che ha sempre sottovalutato profondamente la presenza e la diversità delle espressioni delle donne che hanno lavorato e lavorano tutt’oggi con il suono e con la musica elettronica.

Oggi i dati mostrano come le donne siano ancora una minoranza nella musica, nonostante rappresentino il 52% della popolazione mondiale. Questo però non spiega la loro assenza nella letteratura e nei media: bisogna guardare oltre. Forse, bisognerebbe che ci sia un completo cambiamento di consapevolezza, in primis nel campo musicale.

La musica deve essere pensata come pressione e movimenti, che attivano un lavoro culturale, perché l’ascolto è alla base della creatività, e il modo in cui una comunità di persone ascolta, crea la loro cultura.

La vera rivoluzione sta proprio nel concepire queste nuove frequenze come onde sonore che interagiscono tra di loro, perché da semplici conversazioni sulla musica e sulle esperienze, possono nascere spunti interessanti di riflessione, nuove idee e opportunità per il futuro, che guarda ad un mondo degenderizzato.

La speranza è quella che si riesca a dimostrare come differenze, strategie e combinazioni di risultati individuali, possano sfidare e fortificare questo nuovo movimento.

Pink noises: nuove frequenze oltre l’interferenza di genere, dunque, aspira ad essere una discussione istruttiva e stimolante, in cui gli innovatori di questi sviluppi della musica siano proprio le donne. È arrivato dunque il momento di dare parola alle donne, non come polemizzatrici sterili, ma come registe, sceneggiatrici e attrici di questo nuova cultura, di questo nuovo linguaggio che mira a bypassare le barriere di genere per riscrivere le nuove regole del gioco.