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Palermo (quasi) felicissima E01

Manto Prestipino è una fotografa e director di base a Berlino.

Ha selezionato per Mondonero una serie di foto dal suo archivio, per il primo episodio della serie Palermo (quasi) felicissima.

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Quando nasci semplicemente ti trovi in un posto nel mondo. Crescendo, impari che quel posto ha un nome, dei volti, i suoi pregi e difetti, e delle sfumature impercettibili agli sguardi che passano senza che mettano a fuoco. Viviamo in molti posti nel mondo ma nasciamo solo in uno.

Sono nata a Palermo e ho vissuto i primi 26 anni della mia vita al Villaggio Santa Rosalia.
Il Villaggio è vivo a tutte le ore del giorno e della notte. La mattina il suono delle campane echeggia svegliando il quartiere, accompagnato dal rumore degli zoccoli dei cavalli che tirano il calesse sull’asfalto, poi lo sfincionaro, il camion dell’immondizia che svuota i cassonetti di Piazza Montegrappa sempre straripanti e le macchine e le bici con impianti stereo truccati non hanno orari.

Tutti questi elementi che potremmo descrivere con il termine degrado sono stati parte del mio quotidiano, dando una forma e una sostanza al mio concetto di casa, normalità, Palermo.
Quello che ora ho imparato ad amare e apprezzare nella sua natura paradossale e talvolta grottesca, mi ha fatto inizialmente sentire fuori posto. Crescendo però capito come convivere con le contraddizioni e ad apprezzare tutte le connotazioni positive che, nonostante tutto, ogni paradosso riesce ad avere.

Il degrado quotidiano di Palermo è così diventato soggetto del mio sguardo fotografico, del mio tentativo di ritrarre casa, in un contrasto sempre dolceamaro. Se inizialmente la ricerca di questi soggetti è avvenuta in maniera quasi inconsapevole, col tempo ho iniziato a percepire un bisogno e un’intenzionalità dietro questa scelta. Adesso definirei l’atto di ritrarre Palermo come rito e terapia, un tentativo di definire la mia identità e quella della città. Un tentativo destinato a ripetersi, dato dal continuo mutamento di entrambe.

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Ho avuto il piacere di selezionare per Mondonero delle foto dal mio archivio che ritraggono Palermo in tutto il suo splendore - e degrado. Ogni settimana ha visto protagonista un tema diverso: simboli religiosi e la Santuzza, terrain vague o costruzioni incomplete e abbandonate, giostre e giochi, truck e chioschi dello street food palermitano e infine le palme, che rendono Palermo la California dei poveri.

Oggi vivo a Berlino, città che per me è diventata occasione di esplorazione e introspezione attraverso il medium fotografico. Nonostante per molti versi sia una realtà distante da Palermo, riesco comunque a vedere quei parallelismi, a volte esclusivamente visuali e altre volte concettuali, che mi fanno vedere Palermo anche dove non c’è, in una continua ricerca di identità, e forse un po’ di casa.

Questa ricerca diventa così interiorizzazione, che si manifesta nel ritrarre ciò che mi è familiare: il piccolo degrado quotidiano, sociale, architettonico, dell’uomo. Trovare qualcosa di conosciuto, di vicino al proprio vissuto in una realtà nuova e inesplorata, vuol dire trovare qualcosa che si è in grado di comprendere.