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Palermo (quasi) felicissima

Abbiamo percorso Palermo e cercato i suoi segreti nelle architetture, nel mare e negli occhi di chi lì ha passato la vita.

Raccontiamo la quotidianità della nostra città. Una quotidianità che sa indossare mille volti differenti, fatta di bellezza e decadenza, sapori e dissapori, che contraddistingue Palermo nel dispiegarsi del suo paesaggio geografico, del suo contesto sociale e del sistema di valori, usi e tradizioni che vivono in lei.

Il risultato è un processo di ricerca di un’identità vera e autentica, distinguibile e riconoscibile, che racconta uno spaccato di vita in chiave (spesso) dissacratoria, ironica e provocatoria.

Partendo da Palermo, il nostro è un progetto che coinvolge tutta l’isola, rendendola portavoce di uno scambio e un dialogo artistico, alla ricerca di un futuro di un paese “dimenticato” che torna così a vivere lo splendore di un tempo, affondando le basi nella musica locale, fatta di ingredienti del passato e del presente, inneggiando con le immagini i mille volti della città.

Con in mano una macchina analogica, abbiamo percorso i vicoli di Palermo e cercato i suoi segreti nelle sue architetture, nel suo mare e negli occhi di chi a Palermo ci ha vissuto tutta la vita. Dettagli sotto gli occhi di tutti, che a volte sfuggono alla nostra attenzione: lo sfincionaro, il panellaro, i “lapini”, gli altarini, luoghi, persone, simboli iconici di questa città. Un atto romantico nei confronti di essa e delle nostre radici, di una realtà quasi dimenticata che cerca di tornare in auge all’interno di un contesto inusuale - quello di una web radio -, che ci dà la possibilità di conciliare tutte le identità che simultaneamente vivono in esso: identità visiva, sonora, culturale.

Così abbiamo scelto di iniziare a raccontare l’identità attraverso gli occhi degli artisti, attivando un processo rigenerativo, perché dalla decostruzione del conosciuto si arriva alla costruzione del nuovo. Da questo disordine è possibile tirare fuori il bello e riprogettare tutto verso un nuovo equilibrio, che poggia le sue basi sui concetti di rete e community, creando così uno spazio non fisico di connessione in cui musicisti, fotografi, persone prima di tutto, possano incontrarsi per ricomporre i discorsi singoli in una narrazione unica.